Organigramma- Coop. Sociale Fratres Fontaniva Introduzione e orientamento generale

Di seguito proponiamo alcuni princìpi attraverso cui delineare un orientamento generale di fondo per dare un senso unitario al nostro agire che di necessità deve essere diversificato in ruoli e compiti specifici (come avviene per gli organi nell'organismo fisico umano: ogni organo lavora in sé stesso con compiti specifici, ma non trattiene nulla per sé; il risultato della propria attività lo dona totalmente agli altri organi formando così un organismo unitario).

Dovunque nel mondo si svolgono dei fatti dobbiamo distinguere in essi due cose: il loro decorso esteriore nello spazio e nel tempo e la loro legge interiore; legge interiore e decorso esteriore compongono la verità delle cose.
La collaborazione e la cooperazione sociale tra gli esseri umani hanno la loro legge interiore, che si può riassumere in queste parole: "la vita sociale può diventare sana solo mediante uomini e donne che agiscono a partire da interessi altrui" (ritornando all'esempio dell'organismo umano si può dire: il decorso esteriore nello spazio e nel tempo mostra il funzionamento dei singoli organi, la legge interiore indica che in realtà l'attività del singolo organo parte dagli "interessi" degli altri organi; "ogni cosa si intesse in tutto armonico e ogni organo negli altri organi opera e vive" (dal "Faust" di Goethe).
Nel nostro "organigramma" cioè nel nostro agire quotidiano è operante la legge interiore della Vita così ben espressa dalle parole di Goethe nel Faust?
Mission - meta
Nello statuto della nostra coop. è dichiarato lo scopo, che viene qualificato con l'aggettivo mutualistico. Storicamente il concetto di mutualità si riferisce all'azione di aiuto reciproco all'interno di un gruppo riconosciuto. In Italia il concetto di mutualità è stato uno dei motori che ha costruito quello di solidarietà (dal lat. Solidus-sollus: intero, tutto): in sintesi per passare da mutualità a solidarietà è necessario allargare l'insieme di coloro che condividono il patrimonio comune (che non è più solo materiale, ma in ugual modo morale, ideale e materiale); ovvero la mutualità passa dai soci della cooperativa (ex mutua) alla persona in genere anche se non appartenente ad un determinato gruppo, per arrivare alla comunità umana e infine a tutti gli esseri viventi.
Mutualità: nel medioevo in Italia è nata la forma moderna del passaggio da mutualità a solidarietà con tutti gli esseri del creato, forma tramandata ai posteri nel documento denominato Cantico di Frate Sole; va ricordato infatti che la prima percezione della moderna forma sociale di mutuo aiuto (o Welfare generativo come si usa chiamarlo oggi) è sorta dall'impulso portato da S. Francesco d'Assisi, attraverso la suddivisione del lavoro con compiti e mansioni diversificati in modo che tutti, compresi gli emarginati, siano attivi nel contribuire al sostentamento reciproco.
Da questo punto di vista consideriamo il Cantico di Frate Sole quale primo manifesto dei lavoratori nonché dichiarazione universale del sano agire economico: tutti gli esseri sono "economisti" che contribuiscono a consumare beni per i loro bisogni e produrre beni per gli altri esseri con i loro talenti individuali; affinché ciò sia possibile sono necessarie nuove regole (economia deriva da oikos-casa e nomos-regole/distribuire) che favoriscano la libera collaborazione tra chi consuma e chi produce nella sfera economica. L'economia nasce dal bisogno ovvero bi-sogno: sogno doppio. Il primo sogno è il desiderio del consumatore, il produttore è colui che conosce il secondo sogno, spesso inespresso, del consumatore (con le persone disabili questa dinamica è del tutto reale).
Solidarietà: successivamente alla pratica della mutualità fraterna è sorto - sempre in Italia, nel Medioevo - il concetto moderno di solidarietà espresso anch'esso in un documento tramandato con il nome Divina Commedia, nella quale - al XXVIII canto del Paradiso - viene descritto come gli esseri che compongono gli ordini delle schiere angeliche "... tutti tirati sono e tutti tirano...", esprimendo in tal modo la rappresentazione concettuale di una reciproca collaborazione in solido. Dante osserva e descrive come tutti gli esseri dal più grande al più piccolo ricevano e diano forza (Welfare generativo) ognuno secondo le sue capacità portando così tutti avanti nell'economia dell'evoluzione celeste.
Tutti noi riceviamo forze dal sole, dalla terra e dall'evoluzione culturale dell'umanità; tutte queste forze ora finalmente creano le condizioni per poter istituire un "reddito di base incondizionato acquisito per diritto di nascita e fino alla morte, per ogni essere umano". In cambio di questo diritto una parte del reddito dovrà essere destinato alla collettività tramite l'istituzione di un prelievo automatico applicato direttamente al reddito base stesso (fiscalità monetaria). Questa riforma economica (chiamata dal suo ideatore "Antropocrazia), realizza una vera solidarietà sociale tra gli uomini e le donne.

Ecco quindi come la pratica della mutualità (attraverso le riforme dell'Antropocrazia) unita al concetto di solidarietà compongono l'idea di una cooperazione sociale in continua trasformazione, fino a quando nell'intera sfera economica vigerà la legge del reciproco scambio tra libere associazioni di consumatori e di produttori (economia della fraternità).


Vision - Compito

«È possibile che le persone disabili portino il germe della guarigione nella vita sociale odierna.
Per questo ci vuole quel tanto di immaginazione da considerarli così indispensabili quanto riteniamo di esserlo noi. Con il loro essere ci rivelano qualcosa che è più percepibile in loro che nelle persone cosiddette normali. Questa cosa è il carattere dell'universalmente umano. Quell'elemento "infantile", che traspare nei veri artisti, sussiste anche in ciascuno di loro.
Ecco, dunque, il germe di cui abbiamo bisogno al giorno di oggi. Visto sotto questo profilo il portatore di handicap non è affatto un essere senza valore. Egli appare un dono per la nostra civilizzazione.
Lasciamoli agire. Lasciamoli esprimere per ricevere il loro amore, come loro ricevono il nostro ...» (K. König)

I portatori di handicap mostrano con il loro essere disabili qualcosa che può essere percepito da ognuno in ogni parte del mondo, qualcosa di universale: l' immagine interiore dell' "io", un quid che conserva l'umanità dell'essere umano (ovvero la sua facoltà di elevarsi fino alla grazia o di abbassarsi fino alla brutalità); nei loro gesti anche in quelli che definiamo "inadeguati", traspare qualcosa di infantile, cioè un elemento incontaminato, primigenio e puro, che è all'opera anche nelle grandi figure della storia dell'umanità. Sotto una giusta luce possiamo scorgerlo anche nelle persone Down con la loro socialità innata; se l'essere umano conserverà in modo cosciente e da persona adulta, in libertà e con amore, la rappresentazione interiore del suo essere infantile sarà nel futuro simile ad una persona Down: essi sono un dono per la nostra civilizzazione.

Ci sentiamo personalmente impegnati nel creare un ambiente di lavoro e delle condizioni di vita comunitaria affinché possa venire alla luce e germogliare l'immagine dell'individualità della persona disabile, immagine nascosta nelle pieghe della malformazione fisica e psichica.
Questa immagine, questa nuova rappresentazione che ognuno può iniziare a concepire interiormente, può trasparire nell'osservare il cammino biografico della persona disabile: essa potrebbe essere un seme portatore di guarigione della vita sociale odierna.
Mission e Vision: Organismo Sociale.
Dopo queste premesse, in riferimento agli art. 3 e 4 dello statuto sociale, possiamo sintetizzare la mission e la vision in questi termini: "Curare la vita sociale, economica e culturale della comunità umana attraverso lo sviluppo delle biografie individuali e l'istituzione di sane regole sociali utili ad ognuno."
Pensiamo che la biografia possa meglio svilupparsi in comunità, dove poter coltivare una libera vita culturale, una buona vita lavorativa e una bella vita sociale e politica.
In questo senso ci sentiamo idealmente impegnati a dare vita a un'idea di organismo sociale tripartito, articolato in: sfera della vita culturale – sfera della vita sociale/politica/giuridica – sfera della vita economica.
Le caratteristiche della sfera economica e culturale sono state delineate nella mission e nella vision. La sfera sociale sorgerà con la pratica della vita comunitaria con le persone disabili e che ora sperimentiamo solo in stato di germe; essa attiene allo sviluppo della biografia dell'umanità da un lato e del singolo individuo dall'altro; biografia è la libera espressione della personalità dell'individuo, quale opera d'arte in cui ognuno può diventare sempre più creatore del proprio destino, che trova compimento armonicamente nel complesso dell'organismo dell'umanità.
A tale scopo sono necessarie due cose: una nuova visione antropologica (che metta l'individuo al centro di tutte le istituzioni sociali: l'uomo non è per il sociale ma è il sociale ad essere per ogni singolo essere umano) e la necessità di riconoscere ad ogni individuo il diritto di un sostentamento economico di base incondizionato con il dovere di redistribuire una parte di questo sostentamento.
È nota la citazione "la bellezza salverà il mondo" (Dostoevskij) possiamo aggiungere: La bellezza, nella vita in libere comunità con persone disabili, regolate dall'antropocrazia, salverà il mondo.
Patto sociale
Che ognuno voglia e possa trovare il coraggio per affrontare, man mano che si presentano, le difficoltà di relazione che ogni giorno incontra con le persone con cui lavora: "... per questo ci vuole quel tanto di immaginazione (cioè una vera rappresentazione interiore) da considerare tutti gli esseri così indispensabili quanto riteniamo di esserlo noi stessi...".
Che in ognuno possa nascere, da questa rappresentazione interiore, un sentimento che dice: "io non sono qui per caso. È questo il mio posto nel mondo, è così che voglio la comunità dove lavoro, con queste persone. La missione della comunità dove lavoro non solo è solo per me, ma è anche per tutti i miei fratelli e sorelle. La missione della comunità dove lavoro è per l'umanità e per tutti gli esseri della terra. E io voglio prendervi parte per accompagnare l'intera terra nella propria evoluzione".

Il Centro

La cooperativa sociale Fratres Fontaniva,
per mezzo delle attività del centro "P. Fiori" favorisce
la promozione sociale delle persone con disabilità
attraverso il mantenimento e lo sviluppo delle abilità e capacità personali
nelle diverse sfere della vita umana
(famigliare, sociale, professionale e culturale).

Lo scopo

La Cooperativa Sociale Fratres Fontaniva nasce con lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e alla integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi socio-educativi (ai sensi dell'art. 1 lettera a della legge 381/91), a favore di persone con disabilità, ovvero di persone con ritardo mentale accompagnato eventualmente da handicap fisico generalmente in età post-scolare (art. 4 Statuto Sociale).
La Cooperativa non ha scopo di lucro e si basa sui principi di aiuto reciproco.

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Trasparenza

In ottemperanza all'art. 15 (commi 2 e 3) della Legge Regionale 23 del 29/06/2012 (obblighi di trasparenza), pubblichiamo di seguito l'ammontare dei corrispettivi che la Cooperativa Fratres Fontaniva ha percepito (sottoforma di finanziamenti e/o contributi) dalla Pubblica Amministrazione. Nella tabella che segue, l'ammontare viene suddiviso in base all'anno e all'ente erogante.

 

 Prospetto Finanz. Contrib. PA per LR 23.2012 Trasparenza 2013-2018 per web

Per ulteriori informazioni è possibile consultaren la Relazione sui servizi 2018.

Carta del Servizio

La Carta del Servizio è un documento che la Cooperativa Sociale Fratres Fontaniva ha scelto per informare sulle procedure e l'organizzazione del nostro servizio, sulle modalità di funzionamento e di erogazione delle prestazioni, sugli indicatori e sugli standard di qualità garantiti, sulle modalità di rilevazione della soddisfazione dell'utente, sulle possibilità di reclamo da parte dei fruitori del servizio e sulla partecipazione al miglioramento continuo dello stesso.

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Organigramma

La crescita dell'organismo sociale Fratres Fontaniva

Ci piace pensare alla nostra organizzazione come ad un albero in continua crescita: tutto parte da un seme che viene piantato in un territorio; dopo un po' di tempo l'albero è costituito da una struttura solida formata da un forte tronco e rami importanti; come ogni albero che si rispetti, anche l'albero della Fratres di Fontaniva produce buoni frutti.

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La storia del centro

Nel Marzo del 1989, per iniziativa di un gruppo di famiglie del comune di Fontaniva, della parrocchia e di persone sensibili alla realtà dell'handicap della propria comunità, in accordo con le Amministrazione locali,è stata giuridicamente costituita la cooperativa sociale. Successivamente è stata stipulata la prima Convenzione con l'A.Ulss 15 AltaPadovana di Cittadella per la gestione di un CEOD (Centro Educativo Occupazionale Diurno) per persone disabili.

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Album Fotografico

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AFORISMI

" Amico mio, accanto a te non ho nulla di cui scusarmi,
nulla da cui difendermi, nulla da dimostrare:
trovo la pace...
Al di là delle mie parole maldestre tu riesci a vedere in me
semplicemente l'uomo."
 

Antoine de Saint- Exupery